(…) la politica aggredisce e condiziona tutta la nostra vita, la mortifica e la umilia, la costringe in una strada obbligata che porta fatalmente nella più squallida e spregevole condizione — la servitù — che la classe che ci sfrutta s’illude di averci imposto definitivamente come nostro immutabile destino. (…)

Per i politici di professione, chi non condivide i loro fini e la loro scelta degli strumenti che essi ritengono adatti a raggiungerli, è un nemico del popolo. Chi critica lo stato ed il suo potere, è un nemico del popolo. Chi critica la democrazia in un paese democratico, è un nemico del popolo. Chi afferma che la democrazia è una maschera, una forma camuffata di dominio del capitale, è un nemico del popolo. Ed è sempre in nome del popolo che essi ne chiedono la persecuzione, la cattura e l’esemplare condanna, la detenzione finale nelle carceri modello (e monumento) del sistema. In questo, occorre riconoscerlo, sono coerenti. Sono coerenti nell’ipocrisia, e nella paura.

DOMENICO TARANTINI, 1978