Carlo: Dei buoni consiglieri e dei buoni deputati? Ma è da molto che ci cantano questo ritornello e bisognerebbe proprio essere ciechi e sordi per non accorgersi che sono tutti gli stessi burattini! — ah sì! Ascoltateli, mentre che hanno bisogno di essere eletti! Sono tutti ammirevoli, tutti molto democratici! Vi danno una pacca sulla pancia, vi domandano notizie della moglie e dei figli, vi promettono ferrovie, ponti, strade ben tenute, acqua potabile, lavoro, pane a buon mercato e tutto il ben di dio! E poi, una volta eletti sono uno più briccone dell’altro. Addio alle promesse! Vostra moglie e i vostri figlioli possono ben crepare di fame; la vostra regione può essere devastata dalle epidemie e dai cicloni, il lavoro può mancarvi, la carestia vi può distruggere. Peuh! I deputati hanno altre cose per la testa che le vostre disgrazie. Per rimediare ai vostri mali, non c’è niente di meglio che i gendarmi! Poi fra qualche anno si ricomincia la vendita di fumo. E lo sai? Il partito, il colore politico non importa: essi sono tutti, dico proprio tutti della stessa pasta. (…) Luigi: Eleggiamo operai, amici provati, e allora avremo la certezza di non essere ingannati. Carlo: Eh! Eh! Noi ne abbiamo già visti di questi «amici» provati… E poi tu sei veramente divertente: «eleggiamo… eleggiamo!…». Come se tu e io, proprio noi, potessimo eleggere chi ci piace! Luigi: Io e te?… Ma non si tratta certo di noi due soli. Certamente noi due soli non possiamo fare niente; ma, se ciascuno di noi si sforzasse di convertire altri, e questi facessero lo stesso, noi otterremmo la maggioranza e potremmo eleggere chi ci piacerebbe. (…) Carlo: Ma, ti burli di me? Tu fai maledettamente presto, tu! T’immagini già di avere la maggioranza e sistemi le cose a tuo piacere. La maggioranza, mio caro, l’hanno sempre avuta quelli che comandano: l’hanno sempre avuta i ricchi. (…) Luigi: Ma alla fine dove vuoi arrivare? Bisogna sempre che ci sia qualcuno a guidare il popolo, per organizzare le cose, per rendere giustizia, per garantire la sicurezza pubblica? Carlo: Ma no! Ma no! Luigi: E come vuoi fare? Il popolo è così ignorante! Carlo: Ah, sì, ignorante! Lo è in effetti perché, se non lo fosse stato, avrebbe al più presto gettato tutto all’aria. Ma, io scommetto che comprenderebbe presto i suoi interessi se non ne lo distogliesse nessuno; e se lo si lasciasse agire a suo modo egli aggiusterebbe le cose meglio di tutti questi mangiapane a ufo che, con il pretesto di governarci, ci affamano e ci trattano come bestie. Tu sei veramente comico con le tue frottole sulla ignoranza popolare! Quando si tratta di lasciare al popolo la libertà di fare ciò che gli piace voi dite che non comprende nulla, mentre che quando si tratta di fargli eleggere dei deputati, allora gli riconoscete ogni capacità… (…) Carlo: Basta tuttavia sapere ciò che si vuole, e volerlo energicamente per trovare mille cose da fare. Prima di tutto bisogna diffondere le idee socialiste e al posto di raccontar chiacchiere e di regalare false speranze agli elettori e anche a quelli che non lo sono, eccitiamo in loro lo spirito di rivolta e il disprezzo del parlamentarismo. Agiamo in maniera da allontanare i lavoratori dalle urne elettorali, di modo che i ricchi e i governanti siano ridotti a farsi le elezioni fra di loro, fra l’indifferenza e il disprezzo del pubblico.

MALATESTA