Perché marcerai? Abiti con i tuoi bambini, in alloggi insalubri, mangi — quando puoi — alimenti adulterati per l’avidità dei trafficanti. Esposto alla rovina dell’alcolismo, della tubercolosi, ti sfinisci da mane a sera, per un lavoro quasi sempre imbecille e inutile di cui non possiedi nemmeno il profitto; ricominci il giorno dopo e così via finché non crepi. Si tratta dunque di cambiare tutto ciò? Ti verranno dati i mezzi per realizzare per te e i tuoi compagni l’esistenza ? Stai per poter andare, venire, mangiare, bere, respirare senza costrizioni, amare nella gioia, riposarti, godere di tutte le scoperte scientifiche e della loro applicazione che diminuisce i tuoi sforzi, aumentando il tuo benessere? Stai per vivere infine senza disgusto, né preoccupazione, la vita piena, la vita intensa? No! dicono i politici proposti ai tuoi suffragi... Questo è solo un ideale lontano... Bisogna aver pazienza... Tu sei il numero, ma devi avere coscienza della tua forza solo per abbandonarla una volta ogni quattro anni nelle mani dei tuoi «salvatori». Ma loro, cosa faranno a loro volta? Delle leggi! — che cos’è la legge? — L’oppressione del numero maggiore da parte di una cricca che pretende di rappresentare la maggioranza. Ad ogni modo, il falso proclamato a maggioranza non diventa il vero, e solo gli incoscienti si inchinano davanti alla menzogna legale. La verità non può essere determinata dal voto. Chi vota accetta di essere vinto. Allora perché ci sono le leggi? — Perché c’è la «Proprietà». Ora, è dal preconcetto proprietà che derivano tutte le nostre miserie, tutti i nostri dolori. Coloro che ne soffrono hanno perciò interesse a distruggere la proprietà, e quindi la legge. Il solo mezzo logico per sopprimere le leggi è quello di non farle. Chi fa le leggi? — Gli arrivisti parlamentari! Chi nomina i parlamentari? — L’Elettore! In seconda analisi, non è quindi un pugno di governanti che ci opprime ma l’incoscienza, la stupidità del gregge di pecore di Panurgo che costituiscono il bestiame elettorale. Lavoreremo di continuo in vista della conquista della «felicità immediata» restando partigiani del solo metodo scientifico e proclamando con i nostri compagni astensionisti: l’elettore, ecco il nemico! E adesso, bestiame, alle urne!

ALBERT LIBERTAD, 1906