Depositando la sua scheda, dice: «Mi affido al caso. Il nome che uscirà da quest’urna sarà quello del mio legislatore. Posso essere dalla parte della maggioranza, ma rischio di essere dalla parte della minoranza. Tanto meglio e tanto peggio». (…) Tutti i partiti che accettano alla base dei loro mezzi d’azione il suffragio, universale che sia, non possono rivoltarsi finché viene loro lasciato il mezzo di affermarsi con la scheda. (…) O si accetta la legge delle maggioranze o non la si accetta. Quelli che la iscrivono nel loro programma e che cercano di conquistare la maggioranza sono illogici quando se ne lamentano. (…) Solo gli anarchici sono logici nella rivolta. Gli anarchici non votano. Non vogliono essere la maggioranza che comanda, né accettano di essere la minoranza che obbedisce. Quando si ribellano, non hanno bisogno di rompere nessun contratto, non accettano mai di legare il loro individuo a un qualsiasi governo. Solo loro, quindi, sono rivoltosi che non sono trattenuti da alcun legame, e ciascuno dei loro gesti violenti è in rapporto con le loro idee. Attraverso la manifestazione, l’osservazione, l’esperienza o, in loro mancanza, attraverso la forza, la violenza, ecco con quali mezzi vogliono imporsi gli anarchici. Attraverso la maggioranza, attraverso la legge, mai!

ALBERT LIBERTAD, 1906